Sette maestri del passato per scoprire la differenza tra architettura e interior design

Stroncata sul nascere dal Movimento Moderno, la figura del progettista d’interni ha guadagnato autonomia grazie a una serie di figure pioniere ancora attualissime

La progressiva inarrestabile specializzazione delle figure professionali caratterizza, oggi, il mercato del lavoro. Nella frammentazione delle conoscenze, sempre più approfondite su campi via via più ristretti, ci si sente di inquadrare la nascita e lo sviluppo della figura dell’interior designer. Il progettista di interni non esiste fino al tramonto del Movimento Moderno. Quando si è a un passo dalla sua nascita, tra fine Ottocento e inizio Novecento, il Positivismo in architettura, con la propria incrollabile fiducia nella necessità di una perfetta corrispondenza (di linguaggio, materiali, forme, colori) tra interno ed esterno, ne nega il valore e la dignità. Nell’affermare che il dentro nasce dal fuori e viceversa, gli architetti razionalisti provano a far tacere i primi vagiti della nuova figura professionale, dedita alla sola progettazione di interni. Ancora oggi, nelle scuole di architettura, si insegna questo. Di fatto non si è riusciti, in cento anni, a prendere le distanze dall’eredità del Movimento Moderno. Eppure è proprio questo movimento, con le sue nuove regole, a contribuire allo sviluppo ipertrofico della società occidentale con la conseguente distruzione del pianeta e dei valori culturali della storia e della tradizione.

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